|
||||||
|
Nella seconda metà
degli anni ’80 un gruppo di donne con diverse competenze professionali
decide di avviare un'impresa: Pari e Dispari.
Il grande investimento nello studio e nella politica che le accomuna è
un'esperienza intellettuale che affina la lettura dei fenomeni di discriminazione
delle donne nella società e sollecita la consapevolezza della necessità
di avviare diversi interventi per rimuovere tali discriminazioni. Il taglio di Pari e Dispari privilegia fin da subito lo studio della contaminazione fra mondo del lavoro e mondo accademico, cercando di far dialogare aspetti occupazionali e contrattuali con ipotesi teoriche di lettura dei fenomeni di “segregazione”, portando nelle aziende studiose e ricercatrici e nelle aule esperienze di rottura del “glass ceyling”. Le nuove domande di
cittadinanza veicolate da una generazione di amministratrici pubbliche
rappresentano un ulteriore segmento di attività per Pari
e Dispari. Si progetta il Centro donna comunale come servizio
di informazione per le cittadine e come osservatorio dell’ente locale
sui bisogni della collettività, considerando le donne come interlocutrici
privilegiate delle istanze di cura e di benessere di bambini, adulti e
anziani negli spazi urbani mutati dalla modernità. Spazi e tempi produttivi tessono più strettamente legami con quelli riproduttivi, dell’affetto e della cura: non solo perché più donne nel nostro paese li sperimentano, ma anche perché il mondo della ricerca li assume come tratto della modernità e come caratteristica di genere. Il prisma del genere svela l’attiva influenza reciproca dei due sessi e lo scenario che l'interazione tra maschile e femminile crea nella dinamica sociale. Come in altri contesti, anche in Pari e Dispari si avvicendano professioniste di diversa età: un flusso di generazioni al femminile che fa del lavoro un ambito di affermazione professionale e di esperienze umane e intellettuali condivise. Le diverse esperienze di innovazione attuate, i molti interlocutori coinvolti e il continuo confronto con contesti nazionali ed europei hanno permesso a Pari e Dispari di crescere come struttura aziendale e di arricchire il proprio patrimonio di peculiari competenze specifiche e interdisciplinari, sempre a disposizione di attori e attrici coinvolti nella trasformazione sociale dei due generi. Pari e Dispari si rivolge: alle imprese interessate a capire e gestire le domande di benessere di lavoratrici e lavoratori intese come spinte produttive e dinamiche di crescita competitiva; alle amministrazioni pubbliche sollecitate a un ammodernamento nell'erogazione di servizi improntati alla riqualificazione urbana della convivenza civile; agli interlocutori del mondo della scuola e dei servizi per l'impiego chiamati a offrire a giovani e adulti mappe e mezzi per affrontare nuove transizioni e passaggi biografici; ad associazioni di rappresentanza e di volontariato capaci di guardare all'invecchiamento della popolazione con un'idea di età attenta alle differenze e cadenzata su nuove tappe di corso di vita. Pari
e Dispari ha saputo intuire i legami fra le esperienze
e la riflessione teorica su di esse, componendo una trama produttiva di
libri e articoli che ci presentano come società aperta alle sollecitazioni
e intensamente occupata a offrire servizi che concorrono ad animare lo
sforzo collettivo di innovazione.
|